domenica 8 aprile 2012

8 aprile 2012 Santa Pasqua

Questo il mio augurio che ho inviato con messaggio telefonico a Voi che siete persone tutte molto care, davvero tutte persone speciali anche per me.


Il Risorto è la nostra forza. Andiamo avanti sempre con coraggio.
Non possiamo più avere paura.
Lui ha vinto la morte per darci la vita eterna.
La strada è già tracciata.
Dobbiamo solo camminare, anzi possiamo proprio correre e trascinare con noi
ogni altro che incrocerà la nostra strada: e saremo tanti, e saremo tutti felici: sempre!
 Questi i miei sinceri auguri anche per te. Buona Pasqua. MaRcella

E queste le vostre risposte. Non c'è distanza che possa allontanare il bene! Il bene supera tutti gli ostacoli, annulla ogni distanza: il bene vince tutto e tutto.


Cara Marcella,stavo fuori Italia per le festivita Pasquali e non avevo con me celulare.Solo oggi ho letto tuo messaggio di auguri,bellissimo,vero e tocante nel cuore.Grazie,per ricordarti sempre di me.Anche io ti faccio tanti auguri anche se in ritardo.Ti abbraccio forte.Renata,Roma

Andare avanti con coraggio, ecco ciò che ci vuole. Grazie dell'invito. Ricambio auguri. fr by.

Un augurio molto bello che ricambio Luciano Zam.

Grazie per il pensiero riacambio anche se in ritardo ciao franco a

Carissima Marcella i tuoi auguri sono sempre bene accetti perche pieni di speranza segno che il tuo cuore e' pieno di amore che solo Lui sa donare. Ti chiedo perdono per il ritardo contraccambio gli auguri a tutti voi mario e assunta
niente mai da scusare, quando di base ci lega il bene! è sempre e solo il piacere di un ricordo, di un saluto. Un abbraccio a voi con tanto sincero affetto

Grazie di cuore e contraccambio benché in ritardo. A presto Francesca S.

Grazie di cuore. Auguri anche a te ed alla tua famiglia. Giuseppe Beretta

Ciao sono fra Fabio. Grazie mille degli auguri di Pasqua. Li ricambiamo con affetto io e mio fratello. Buona Pasquetta a te e alla cara Micaela. Un abbraccio.
Ciao Fabio, auguri cari e proprio per tutto anche a tuo fratello Roberto, e un caro saluto anche da Micaela. Mi sono partecipate tante tue buone notizie: ne sono felice! meriti tanto...vai avanti e ricordati anche le "mie raccomandazioni di mamma"mamma che vuole il tuo bene e proprio in tutto. Vale anche per Roberto!...e anche per voi il mio ricordo nella preghiera.

Grazie del tuo ricordo. Auguri carissimi a te e ai tuoi cari. Stiamo per partire con Padre Roberto per Israele.Ti ricorderemo. Grazia e Massimo Bonelli
Grazie. Adesso sono alle Ghiaie di bonate. Alla cappellina delle apparizioni. Nei campi. Santo Rosario. Ricordo anche voi. Un abbraccio

Salve Marcella, grazie per il bell'augurio di Pasqua. Tanti e sentiti auguri anche a lei e alla sua famiglia! Fra Matteo.
Grazie Matteo. Un abbraccio di vero cuore anche ci tuoi genitori

Un sentito ringraziamento per gli auguri che ricambio con vero piacere! Auguri Marcella, Tuccio Provenzano

Auguri di una buona e santa Pasqua anche a te! Che il Signore ci guidi e ci accompagni sempre. Adriano. (pre-novizio)
...non possiamo dubitarlo, noiche ci professiamo e dichiariamo "credenti!"...e poi abbiamo Sua Madre, nostra ausiliatrice al Suo cuore! ancora auguri! e spero che stai meglio...auguri anche ai tuoi cari

Il Risorto è la nostra forza. Andiamo avanti lsempre con coraggio. Non possiamo più avere paura. Lui ha vinto la morte per darci la vita eterna. La strada è già tracciata. Dobbiamo solo camminare, anzi possiamo proprio correre e trascinare con noi ogni altro che incrocerà la nostra strrada: e saremo tanti, e saremo tutti felici: sempre! Questi i miei sinceri auguri anche per te. Buona Pasqua. MaRcella, Don GPMasseroli

Ringrazio di cuore e contraccambio gli auguri. Dpr (Don Paolo Rossi)

Grazie per la riflessione e ancora auguri di Buona Pasqua Maria Rosa, Biella

Una serena Pasqua a te e alla tua famiglia un abbraccio Silvia Mauro e bimbe

Ciao! Grazie. Anche a te buona pasqua! don Emiliano

Grazie e auguri. Mario Morosini

Grazie Marcella i tuoi messaggi sono sempre splendidi. Buona Pasqua Raffaella, Genova

Grazie.auguri cari. Fredy Sutter

Buona pasqua. Un abbraccio. Manola

Cara Marcella, grazie: parole sante, anche a lei di cuore. Luigi Poppi

In lui viviamo ci muoviamo e siamo prof. Nocera, Roma

Ti ringrazio di cuore per i tuoi graditissimi auguri! Ricambio con un ricordo al Signore: illumini ogni morte, anche quelle piccole e quotidiane, con la forza della sua luminosa misericordia. Buona Pasqua! DTz (Don Tiziano)

Grazie di cuore , buona pasqua a tutti voi. Giorgia

Tanti auguri anche a voi di cuore! Sono stanchissimo, fr.Marco

Grazie del bel messaggio. Ricambio i miei auguri. Chiara
Ancora auguri a te, a tuo papà, a tutti i tuoi cari ed un cordiale saluto, Marcella

Marcella cara, grazie. Ti porto nella mia preghiera e ti chiedo di fare altrettanto. Uniti nel Signore troviamo la nostra pace, la gioia di esserci e la serenità della speranza cristiana. Buona pasqua. Nicoletta, Mantova
...rispondo con gioia alla tua richiesta! del resto anche questo è nei nostri buoni doveri di laici domenicani e noi che "ci crediamo davvero2 davvero ,lo pratichiamo il Suo esempio che fu anche di Domenico e di Caterina e ti tanti che ci hanno preceduto: ora tocca a noi! e noi con gioia rispondiamo ogni giorno "Sì!". un abbraccio, Marcella

Ciao! Grazie. Anche a te buona pasqua! Emiliano Teo
Mia cara Marcella,auguri affettuosi anche a te, Laura

Grazie .tanti auguri anche a voi. Rita Gambirasi

Le tue parole mi danno sempre molta gioia grazie e Buona Pasqua...Luciano Boron (autista Max)

Grazie per il bellissimo e profondo tuo messaggio ! Auguro anche a te con tutto il cuore buona pasqua e che il tuo cammino sia sempre pieno di luce e della grazia di nostro signore un forte abbraccio stefania.

Grazie per le splendide e incoraggianti parole di speranza ora realta' con Cristo risorto !  Auguri a lei e familiari. Francesco sacr.

Grazie. Auguri anche a te! Anna segret prof.Mercuri

Carissima Marcella, è sempre una grazia ricevere i tuoi auguri: grazie del tuo pensiero profondo ne faccio tesoro. Ricambio con affetto, stima e amicizia. Concetta. 

Chi sei? (Serena, mamma di Michela)
la mamma di marcello. un caro saluto a te, anche a michela
Grazie   tantissimi auguri  anche voi
un abbraccio! anche Marcello pensa sovente a Michela...e chissà che non ci si possa anche incontrare una volta. Auguri di vero cuore e proprio per tutto
Volentieri   grazie       a  michela    farebbe piacere     grazia ancora
e anche a Marcello! ho vistoi la bontà di un abbraccio tra di loro la sera della festa di Natale e mi sono commossa: davvero bello volersi bene!...i miracoli alla fine è questo: è il bene che rende possibile ogni miracolo...allora a presto
Sono felice di leggerti. Sono momenti un po faticosi dove spesso mi lascio vincere dallo sconforto. Le persone care e tu sei una di quelle, non mi fanno sentire mai sola. Ti abbraccio con affetto e auguro a te e famiglia i miei più' sentiti auguri. Ti mando un bacio , a presto Nandi.

Grazie carissima e un augurio vero a te e ai tuoi. Emanuela

Grazie di cuore. Buona pasqua. Il frate veneziano.

.grazie x il ricco messaggio che ricambio sinceramente  laura

Auguro a te ed alla tua bella  famiglia una Pasqua  serena, con affetto Irma

Si cara Marcella è il momento di correre senza più dubbi. La strada è lì e Dio ci sostiene sempre.  Buona Pasqua ! Gabriella Rapallo
Chiamami se vieni e ora cari saluti a tutti voi !

Grazie marcella,buona pasqua a te e alla tua famiglia! michi boldi

Grazie e tanti auguri di una Santissima Pasqua anche a voi Giovanni, Tiziana ed Emma.

Buona Pasqua a te e famiglia. Giuseppe Magnani

Contraccambio gli auguri di buona Pasqua. Stefano pc
Marcella cara, sono giorni che penso a te, a Marcello e Miki. Penso a Sarina, a tutti noi. Ai sogni e le speranze. Ti auguro giorni sereni e tutto l'amore che ti meriti  Stefano Cavalleri

Tanti auguri di una buona pasqua a te e famiglia ciao. Luciana Riva (...e la nostra amicizia è nata ...da un mio tamponamento fortuito!...)
Grazie Marcella come sempre.vero! E' l esempio da seguire e andare avanti!buona Pasqua Mauro Cavallone Lu e ragazzi

Grazie. Ros

Tanti sinceri auguri di Buona Pasqua anche  a voi. Rosa e famiglia

Marcella che bello avere il tuo messaggio. Ricambio gli auguri con affetto. Un abbraccio - Linda
Bello anche per me pensare alle persone care...come te!...e si affrontano anche le cose meno belle...dove siamo chiamati a lavorare!!!per un bene più bene, più grande

Un bellissimo pensiero. Buona Pasqua sincera con l'amore di Dio. Silvana vigilessa

Auguri anche a te e famiglia. Il risorto ci dia vita piena. Grazie. La pasqua ci porti gioia e pace profonda. Don giuseppe

Ancora x i tuoi pensieri e un fraterno rinnovato augurio di buona Pasqua

Grazie marcella cara, buona santa pasqua anche a voi tutti, un abbraccio, delfino

Grazie Marcella per il bel pensiero, contraccambio gli auguri. Un caro saluto. Lorena

Ti ringraziamo per le tue belle parole sempre tanto toccanti e con un forte abbraccio ti auguriamo una serena a Santa Pasqua   Ugo e Flores

Buona Pasqua! La gioia Della Risurrezione sia la forza che alimenta la nostra fede...auguri ! Un abbraccio sr. Agnese

Ricambio di cuore tanti auguri Giulio Pandini

Grazie infinite di una serena pasqua a te e famiglia. Le tue parole mi toccano sempre. Sono diventato nonno da 2 mesi con gioia. Ho voglia di vederti. Un abbraccio. Pigato
Bellissimo...immagino la tua, la vostra gioia! diventare nonni è cosa grande! lo vedo con la mia mamma! anch'io ti vedrei molto volentieri! chissà...intanto un abbraccio di vero cuore! a tutti

Buona Pasqua anche a lei e alla famiglia, Tiziano Villa

Grazie Marcella tanti auguri anche a te e ai tuoi cari buona Pasqua don Vittorio

Grazie un abbraccio e buona pasqua

Grazie auguri a te e alla tua famiglia .comunpue ti aspettiamo in valle Carla, Diego

Perdonami Marcella ma come sempre non so mai come rispondere alle tue belle parole.Dico solo grazie augurando a te e famiglia Buona Pasqua. Ciao, Franco Mazzola, fratello Denia

Carissima ti ringrazio di cuore per gli auguri e con gioia pasquale ricambio. Con grande probabilità ti vedremo a bergamo nella ottava di pasqua. Fra cristiano Dorival

Grazie! Per i tuoi preziosi e importanti auguri. Anche a te auguri di ogni bene e che Dio ti benedica sempre! Roby F. (Roby Facchinetti)
le mie semplici cose, sempre però vere, sincere: sempre dal cuore! Un abbraccio sincero e ancora auguri cari, belli e proprio per tutto! Marcella

Grazie Marcella e ricambio fr.Angelo Piagno
Buona Pasqua a tutta la famiglia, grazie dei caldi auguri che qui nella fredda pioggia di Assisi scaldano il cuore. Un abbraccio Remo e Mary
Bellissimo pensarvi lì! sono felicde per voi, per i bei ricordi lì ora rinnovati! vi penso, vi ricordo...e portate un saluto mio a Matteo, che anch'io ricordo nella preghiera...e Maria non manca di proteggerci proprio tutti e di perorare le nostre cause davanti a Suo figlio...e Lui l'ascolta e "tutto a tempo debito!", sempre secondo i Suoi tempi, Lui tutto sempre c i dona!...è così!

Gesù Risorto ti doni tanta Luce, Serenità e Santità. Grazie. Auguri a te e a tutti i tuoi cari Raffaella Roma
Sei un tesoro mio angelino custode Titti Foti Firenze

Grazie per il pensiero. Buona pasqua a tutti. Carlo Suardi

Con il sorriso negli occhi ma soprattutto nel cuore auguro a tutti voi una serena Santa Pasqua Claudia e fam Claudia Bertuletti

Ricambio di cuore! Auguri! Giuseppe Roma

ciao Marcella, grazie degli auguri sono x me motivo di riflessione e approfondimento e anche di speranza di un rapporto sempre vivo, sincero e con lui di mezzo sempre...grazie..buona Pasqua x oggi, Gabri

Ricambio di cuore, Franco Tentorio

Buona pasqua anche a tutti voi che ci porti tanta serenità nei nostri cuori un caloroso abbraccio da paola e fam Verdicchio

Tantissimi auguri di una serena e Santa pasqua che il Signore risorga ogni giorno nei nostri cuori. sr.Angela, Nocera

Cristo è risorto che questa Pasqua di resurrezione lo sia in generale per tutto . Auguri . Massimo e Family Boldi

Grazie e BUONA CONTINUAZIONE !!! Don Ennio.

Auguri belli anche a te.

Il risorto ti concedi tutto cio che il tuo cuore desidera per te stessa e la tua famiglia alleluia! Buona Pasqua
LINA Panarese

Auguri, Maurizio T.

Sono felice corriamo insieme marcella. Tua mariangela, Roma

Cordiali affettuosi auguri. Motta

Che sia una resurrezione per tutti, vera e piena di grazia. Un abbraccio Anna, San Remo

Auguri di cuore a te e ai tuoi cari. Bacio, Giuliana

Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Che questo annuncio dell'angelo mai sì offuschi nella nostra mente! Un abbraccio a tutti voi. fra Guido B.

Sei la sorpresa nell'uovo pasquale,gradita. Ti leggo molto volentieri e, sic mala tempora currunt, contraccambio sinceramente ricordandoti Attilio Stella

Cara tantissimi auguri di cuore a te e famiglia.... E a presto....Pina M., Roma

Ricambio di cuore a te e famiglia. Antonella G., Milano

Grazie cara e ricambio con affetto un abbraccio e a presto pina paola, Roma

Grazie cara ricambio con tanto affetto angela

Tanti AUGURI DI BUONA PASQUA GIOVANNI LORENZI E FAMIGLIA

I nostri migliori auguri di una santa Pasqua di pace e serenità. Sergio e Laura

Tanti auguri di una serena Pasqua a te e famiglia Beppe DG

Buona Pasqua anche a te Amando g.

Il Signore è davvero Risorto! Auguri Marcella

Ciao Marcella, ti ringrazio tanto per gli auguri che ricambio di cuore a te e alla tua famiglia. Un abbraccio forte aldo

Auguri e grazie di cuore, Roberto Gontero

Auguro una lieta pasqua. Adele e famiglia

Nella luce della Resurrezione di Cristo formulo vivissimi auguri di pace e gioia. P. Michael

Don Giulio, Santa Pasqua domenica 8 aprile, Lunedì dell'Angelo 9 aprile 2012


Buona e santa Pasqua
don Giulio

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VANGELO DI RIFERIMENTO

Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro
di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata
tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro
discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il
Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro
allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce
di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati
là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva,
ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che
era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un
luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto
per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora
compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.



RIFLESSIONI
PER PASQUA
E PER IL LUNEDÌ DELL'ANGELO



8 aprile 2012

LA SORPRESA DELL'UOVO DI STEVEN
Pasqua B


Di fronte al burrone buio della morte,
di fronte al burrone buio della morte di Gesù in croce,
di fronte al burrone buio delle nostre morti interiori
(a cui diamo il nome di fallimenti, delusioni, illusioni, disillusioni,
ferite, abbandoni)
noi abbiamo sempre le vertigini.

Per comprendere queste vertigini,
alla luce del messaggio del Cristo Crocifisso Risorto,
vorrei raccontarvi la storia di un bambino, Steven,
di 9 anni, paralizzato e bloccato sulla sedia a rotelle
da un tragico incidente stradale nel quale, tra l'altro, ha perso
il suo papà.

Nei giorni vicini alle vacanze di Pasqua,
l’insegnante diede a tutti gli alunni un uovo di plastica,
vuoto nel mezzo, con il compito di riempirlo
con qualcosa che dicesse, secondo loro,
il senso della festa che si celebra, il senso della Pasqua.

L’insegnante avrebbe aperto le uova portate dagli alunni
commentando i simboli scelti dai ragazzi,
ma era alquanto preoccupata di non urtare la sensibilità di Steven
e ciò la metteva in agitazione.

Aprendo il primo uovo
la maestra trovò un bellissimo fiore, giallo splendente.
Pensò tra sé: “Non è sicuramente il suo!”.
Allora tranquilla disse: “Questo fiore è simbolo della natura che
sboccia e rinasce.
Pasqua è un risveglio di nuova vita,
il caldo canto della primavera vince il freddo silenzio
dell'inverno!”.
Un bambino, non Steven, si alzò in fondo alla classe dicendo:
“Maestra, è il mio!”.

In un altro uovo trovò una farfalla che subito volò via.
La maestra pensò: “Questo può essere quello di Steven,
perché per lui la vita è volata via in quell’incidente”.
Commentò: “È un bellissimo simbolo della Pasqua,
si rompe il guscio per passare da una vita ad un’altra,
dalla crisalide alla farfalla,
un passaggio di dimensione dal bruco che striscia sulla terra
alla farfalla che danza libera nel cielo”.
Ma un altro bambino, non Steven, disse:
“Maestra è il mio!”.

In un terzo uovo la maestra trovò un pezzo di roccia
e pensò che fosse sicuramente quello di Steven,
solo per lui la vita poteva essere così dura
da vedere in un sasso il simbolo della Pasqua.
“Anche la roccia può essere un bel simbolo di Pasqua:
sulla roccia poggiano le fondamenta delle nostre case,
come sulla forte roccia dell’amore si fonda la nostra vita.
Poi ci ricorda la pesante pietra del sepolcro di Gesù che chiudeva
tutto,
che è stata ribaltata il mattino di Pasqua da un'energia di
vita".
Con gran fatica la maestra aveva trovato una motivazione.
Ma un altro bambino, non Steven, disse:
“Maestra è il mio!”.

L’insegnante aprì poi un altro uovo e vide che era vuoto.
Un silenzio gelido avvolse la classe.
Steven, alzando la mano disse:
“Maestra, non dici niente sul mio uovo?”

“Perché è vuoto?”, chiese la maestra arrossendo dal disagio.

Steven le rispose: “Anche Maria, la mamma di Gesù, le altre donne e i
discepoli,
quando corsero al sepolcro il mattino di Pasqua, lo trovarono vuoto.
Il vuoto è diventato il messaggio della forza della vita”.

Un silenzio, pieno di vertigine, avvolse la classe.

Era lo stesso silenzio, pieno di vertigine, del sepolcro al mattino di
Pasqua.

Steven con quel vuoto gravido di silenzio aveva insegnato
alla sua maestra, ai suoi compagni – e a noi oggi –
il vero significato della Pasqua che il Dio di Gesù Cristo ci consegna:
senza Dio il mondo è un assurdo,
con Dio il mondo è un mistero.

Il segno della risurrezione è una pietra spostata che offre un vuoto.
La pietra non è disintegrata, non diventa leggera, non sparisce.
C'è e resta, pesante e grande. Ma spostata.

Alle donne e agli apostoli non viene consegnata una dottrina da
deglutire,
ma nel chiaroscuro dell'alba viene sussurrato un "non abbiate
paura".

La verità della risurrezione non è un'evidenza, ma una vertigine,
e, per dirla con le parole del cantautore Jovannotti,
“la vertigine non è paura di cadere ma è voglia di volare”.

Gli orientali, che amano giocare con le parole, esprimono così questa
vertigine:
"È impossibile, sentenziò l'orgoglio;
è rischioso, specificò l'esperienza;
è inutile, tagliò la ragione.
Provaci, sussurrò il cuore".

Sia questo l’augurio più bello di questa Pasqua,
di fronte alle vertigini dei silenzi dei misteri della vita,
di fronte al vuoto nel quale rimbombano i battiti del cuore e i
dibattiti della testa.

Il masso dei nostri dubbi, delle nostre fragilità, delle nostre ferite
resta,
grosso e pesante, ma "spostato".
Gli apostoli che vanno al sepolcro non trovano una certezza,
ma una scommessa: la pietra è stata spostata.

Cristo non ti dice: riuscirai a distruggere a pezzi il masso! No!
Cristo non ti dice: ti libererai dal peso che ti schiaccia! No!
Cristo ti dice invece: "L'ho fatto io per te: Te l’ho spostato!
Non aver paura! Tu devi solo uscir fuori!".
Quante volte ci ripetiamo “tirati fuori dalla buca!”.
Gesù che esce dal sepolcro ci toglie dalle nostre tombe interiori.

L'annuncio della risurrezione è dato all'alba
quando c'è abbastanza luce per chi vuol vedere
e sufficiente buio per chi non vuol vedere. Così è la fede.

"C'è chi si fissa a vedere il buio.
Io preferisco contemplare le stelle" (Victor Hugo).

Il celebre drammaturgo Achille Campanile,
in un suo testo pone un dialogo tra un credente e un ateo.
Al primo che diceva: “Io sono credente,
ma afflitto dal dubbio che Dio non esista”
l’altro rispose: “Io peggio! Io invece sono ateo,
afflitto dal dubbio che Dio esista realmente. Ed è terribile!”.

"La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare":
così sia il nostro modo di amare,
così sia il nostro modo di vivere,
così sia il nostro modo di credere.
Così sia Pasqua di risurrezione per ciascuno di noi.



9 aprile 2012

LA SPERANZA È L'ULTIMA A MORIRE
Lunedì dell’angelo

Non ci può essere più grande notizia per l’uomo che questa:
la morte ha perso il suo antichissimo privilegio di dire l’ultima
parola.
E allora fare Pasqua è veder risorgere in noi la speranza.
Proprio come dice il proverbio: "La speranza è l'ultima a
morire".

La nostra vita è ritmata continuamente da mille “speriamo”:
speriamo che con qualche pastiglia ci passino i dolori,
speriamo che il superenalotto ci risolva tutti i problemi,
speriamo che le previsioni del tempo ci promettano il bello,
speriamo che sul lavoro non sorgano troppe complicazioni,
speriamo che i nostri rapporti sentimentali tengano.
Ma questa non è “speranza”, questo è “ottimismo”.
Troppe volte noi confondiamo “speranza” con “ottimismo”.

Ottimismo è riuscire a vedere l’aspetto positivo della realtà
ignorando l’altra faccia, quella negativa.
La speranza, invece, colora la realtà per quella che è, standoci dentro.

Con la speranza cristiana non funziona il solito esempio:
“vedo il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto".
No, perché il sepolcro è tutto vuoto e questo è l’unico dato certo.

E non vedremo mai Gesù venire a confortarci dicendoci che
dopo tutto qualcosa dovrà pure andare per il senso giusto.
No, tant’è vero che a lui è andato tutto storto!

C’è solo una parola che abita la Pasqua: “Non temere!”.

Dio ci insegna, vincendo la morte, che
non è mai troppo tardi per cominciare a sognare,
ma è sempre troppo presto per smettere di farlo.

È bellissimo per noi vedere i discepoli e le donne arrivare al sepolcro,
dubbiosi, tristi, scoraggiati, delusi,
e tra mille "perché, se, ma, però"
non sentirsi dire dall’angelo altro che: “Non temete! Non abbiate
paura!”.

È il grido della speranza, è il canto della Risurrezione.
Ed è curioso che nella Bibbia compaia 365 volte,
come se fosse preparato per noi una volta al giorno.

Oggi, dinanzi al vuoto del nostro cuore, simile al sepolcro,
dinanzi ai pesi della nostra vita, simili al grande masso,
dinanzi a nostri passi incerti e inquieti, come gli apostoli,
l’angelo della risurrezione viene a ridire: “Non temere!”.

È questo il senso del bellissimo simbolo dell’uovo:
rompi il tuo guscio, lotta per venire alla luce, apriti alla vita!

Gli antichi vedevano nel guscio il sepolcro,
nel bianco dell’uovo la luce di Dio,
nel giallo la vita nuova: la “sorpresa”.
Per questo è diventato il simbolo della Pasqua.

Che la calda voce dell’angelo che ci sussurra “non temere”
penetri come lama di luce il pesante guscio opaco del nostro cuore
ci dia la forza di guardare alla vita come ad una sorpresa,
convinti che nulla ci può più spaventare o schiacciare
perché la morte ha perso il privilegio di dire l’ultima parola.

Cristo rompe il guscio delle rigidità che ci imprigionano
per farci “venire alla luce”.
Siamo noi la sorpresa dell'uovo della vita che oggi Dio ci ridona.
Questo è il vero "uovo di Pasqua".
E la nostra vita è buona ed è tutta da gustare, ci dice Dio,
proprio come simboleggiano le uova di cioccolato o quelle benedette.

Gustiamo la sorpresa di una vita nuova.
Non è mai troppo tardi per cominciare a sognare,
ma è sempre troppo presto per smettere di farlo.

venerdì 16 marzo 2012

Don Giulio, domenica 18 marzo 2012


Buona domenica
don Giulio

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VANGELO DI RIFERIMENTO

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Come Mosè innalzò il serpente
nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo,
perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha
tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede
in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha
mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il
mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato;
ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel
nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno
amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie.
Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce
perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità
viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono
state fatte in Dio».



RIFLESSIONE

18 marzo 2012
IL NOME DI DIO È: "NON ABBASTANZA"
4a domenica di Quaresima B


Se il nostro bisogno più grande fosse stata la cultura,
Dio avrebbe mandato a noi un filosofo.
Se il nostro bisogno più grande fosse stato il denaro,
Dio avrebbe mandato a noi un economista.
Se il nostro bisogno più grande fosse stata la tecnologia,
Dio avrebbe mandato a noi uno scienziato.
Se il nostro bisogno più grande fosse stato il divertimento,
Dio avrebbe mandato a noi un clown.

Ma, se il Padre ci ha dato suo figlio,
allora quale è secondo Dio il nostro bisogno più vero?

“Dare un figlio” è in assoluto il più grande gesto d’amore.
Nel “dare (al mondo) un figlio” una donna e un uomo,
toccano il punto della terra più vicino al cielo,
in quanto partecipano della stessa potenza di Dio creatore:
danno la vita, impedendo al mondo di spegnersi nel buio.

È curioso che noi usiamo come opposti “vita e morte”,
ma se ci pensiamo il contrario di “morte” è “nascita”,
e non “vita”. “Vita” non ha il contrario.

Il romanziere greco Kazantzakis racconta di un eremita
che insisteva a chiedere a Dio quale fosse il suo vero nome.
Un giorno percepì la voce di Dio che gli disse:
“«Non abbastanza» è il mio nome
ed è quello che ogni giorno grido in silenzio
a chi ha il coraggio di amare e di lasciarsi amare”.

La vita non è mai abbastanza. Dio è “non abbastanza”.

Questa è la grande domanda di senso che Nicodemo raffigura.
È il saggio, l’uomo di cultura, che va a Gesù di notte,
di nascosto, tra i dubbi della ragione e della fede.
Cristo oggi, qui, si trova davanti me, te, ciascuno di noi,
con i nostri più segreti interrogativi profondi di fede e di senso.

Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio
ma sapeva che se avesse provato ad entrare nel nostro cervello
non avrebbe trovato posto a causa del gran disordine
e allora ci ha preso per la gola: si è fatto mangiare.
Sì, ci ha dato suo Figlio su un piatto d’argento!

Come non si può vivere senza cibo, non si vive senza amore.
È curioso notare che gli innamorati perdono l’appetito
e chi è senza amore si abbuffa per compensare
ed è significativo che in ogni cultura e religione il mangiare
sia collegato alle relazioni più importanti: a Dio (nei riti)
e all’amore (chi non ha mai detto: “Ti mangerei di baci”?).

Gesù risponde provocandoci: “La luce è venuta nel mondo
ma gli uomini hanno preferito le tenebre”.
Ci insegna a non divorare la vita ma a centellinarla,
è troppo delicata e raffinata per divorarla senza masticare:
il rischio è ingurgitare esperienze fast-food, precotte,
ma alla fine non ti ritrovi che una bella ulcera.

I peccati più pericolosi (e gravi) sono “le omissioni”
perché sono contro l’amore: lo sciupano, lo rendono scialbo.
Se Dio è amore e ci ha tanto amato da darci suo Figlio,
allora Dio ama tutto ciò che è bellezza, qualità, raffinatezza:
se la fantasia è il genio dell’amore, la raffinatezza ne è la prova.

Non basta una vita “buona”, occorre che sia anche “bella”.
Per questo a volte anche il superfluo è necessario.
In determinate circostanze un fiore in tavola può essere
più necessario del pane, la musica più della minestra,
il profumo più del vestito, la raffinatezza più del contenuto.

A Cana la Madonna ha detto a Gesù: “non hanno più vino!”
quasi a dire: è drammatico perché non hanno “il di più!”
Il “di più” è la fantasia frizzante e gustosa dell’amore.
Giovanni Paolo II amava dire: “la misura alta della vita”.

La tradizione antica della Chiesa chiama questa domenica
di metà quaresima “laetare”, cioè “della gioia”.
Il segreto della gioia e dell’amore coincide con il nome di Dio:
“non abbastanza”.

Non è il volere “qualcosa di più”, ci troveremmo ingolfati.
Non è il volere “il meglio”, ci sentiremmo mai adeguati.
A volte il meglio è nemico del bene, perché rischia
di non far gustare quello che si è e che si ha già.

È “il volere il bene”, che è molto di più del “voler bene”
(non è solo un articolo “il” in più, c’è una densità diversa).
È il “volersi bene” e questo non è mai abbastanza.

Dio è così, Dio fa così, Dio ci insegna ad essere così.

sabato 3 marzo 2012

... e sarà Tanzania!

Cara Suor Beatrice,
siamo a un crocevia, uno dei Suoi tanti incroci!
Strade che si uniscono, che si dividono: semplicemente "strade terrene" che, sino a quando Lui non deciderà che "quello" è il nostro traguardo, il nostro punto di Arrivo dove Lui è lì pronto ad accoglierci, sono strade che ci è donato di percorrere e sempre "fidandoci di Lui!".
Sono strade terrene!
Strade che siamo felici di percorrere quando incrociamo la strada di altri che sentiamo "prossimi" perchè simile è la nostra storia, ma proprio perchè radicata nella stessa fede; cammino tante volte pesante, sofferto, proprio faticoso quando "chi" incrociamo ci è d'ostacolo, è pietra d'inciampo!... e quanti sono quelli che "si aspettano" di vederci cadere, ancor di più di veder "barcollare la nostra fede!"
Sì, in verità può anche capitare che in talune gravi circostanze e presi da grande sconcerto la prima reazione potrebbe essere quella "della resa", di arrenderci al nemico!...ma il "Suo oltre buono" è sempre lì, chiaro, nel nostro cuore! E il nostro cuore che ama, non smetterà mai di amare perchè sa, sente, di "Essere amato da chi è Avanti e Oltre" e ci vuole solo bene!
Sentiamoci unite sempre, sentiamoci insieme, in cammino per quelle vie che il cielo, l'immenso Suo, non dividono mai perchè la nostra guida sicura è Lui.
Lui con noi sempre e ovunque.
Con tutto il nostro bene! grate a Dio che ci ha incrociate!
Marcella e Gabriella
...la via della Tanzania è fuori rotta, ma la via del cuore è diretta!

venerdì 2 marzo 2012

...mmm...!!!

... pensieri, pensieri, pensieri!
Non posso lasciarmi scalfire dagli eventi negativi di questi giorni che attanagliano, fanno soffrire e tanto "l'amore della mia vita!"
Non debbo!
Verrebbero meno tutti gli esempi, i messaggi di luce, di forza, di speranza che quotidianamente, costantemente, incessantemente dico e ridico a dissipare ogni increscioso intoppo che inevitabilmente attraversa la mia vita, come quella di marito, figli, mamma, fratelli,...ogni altro che incrocia il mio cammino!
La mia lettura dell'evento è sempre altra cosa!
E' sempre l'intervento buono di Colui che, amandoci, pensa a noi e anche attraverso la contrarietà, rimedia, recupera, ogni male al bene! anzi, ha proprio bisogno di questo per dimostrarsi in tutto il Suo Amore, anche permettendo a noi di amare...e di insegnarla la bellezza dell'amore!

Signore, vivere seguendo Te, se è vero che ci fa liberi, e questo ci rende felici, ci dona anche di vivere, di provare sino in fondo la durezza, l'asprezza, la cattiveria sottile o evidente di chi ci vorrebbe piegati, riverenti, assecondanti: sottomessi! ma tutto questo è quanto noi ,riconosscenti a Te, riserviamo solo a Te.
Chi Ti ama Ti segue e bandisce dalla sua vita tutti i compromessi e allora è quasi inevitabile che, in attesa del Tuo agire giusto, ne paghi le conseguenze!
Questa è la storia che anche Tu hai vissuto accettando di vivere da uomo normale, come noi, la Tua vita qui in terra.
Questo il Tuo esempio che si è fatto messaggio chiaro, semplice, per tutti coloro che da qui a quando Tu vorrai riunito in cielo, dovranno passare, come Te, attraverso le cose di questo mondo!
Sì, le cose di questo mondo, cose umane che per divenire divine, come Tu vuoi che ognuno di noi possa divenire, abbisognano dei passaggi della purificazione: le prove che ci liberano dalle scorie, che ci rendono puri di cuore!

Così è la nostra storia terrena.
Signore, io oggi qui ora ho però bisogno di sentirmi amata!

Soprattutto ho bisogno, anzi, davvero voglio proprio vederlo il Tuo Amore buono che si rende manifesto nella redenzione dei fratelli!
Ti chiedo, ti prego, cambiale tu queste cose brutte!...noi la nostra parte, come vedi, continuiamo a farla!
Non scendiamo a compromessi, non ci pieghiamo a riverire chi non è Dio, chi crede di essere "il signore in terra", no!
Perchè l'Unico Signore Gesù, il Cristo, sei solo Tu! e sei in Cielo e inondi la Terra e questi ne offuscano la Tua Luce!

Non voglio cambiare io: non metto in dubbio il tuo Amore e aspetto i Tuoi tempi, rispetto i Tuoi tempi....ma accorciali un po'!...

... voglio raccontarle sempre le Tue cose belle! Forse Ti ho troppo decantato e per questo hai voluto smentirmi? ma non ho parlato male di Te anzi, Ti ho applaudito!
Vedi, Tu sai quanto amo alimentare la Speranza di tutti, sempre, o lo sconforto porterebbe allo sfacelo, alla distruzione dei cuori: e io voglio cuori ricchi di amore, di speranza, desiderosi di Te, sempre!

Tu voglia, presto, ancora, stupirmi con le meraviglie che solo Tu, col Tuo Amore, mi sai dare!

Don Giulio, domenica 4 marzo 2012


Buona domenica
don Giulio

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VANGELO DI RIFERIMENTO

Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li
condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato
davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime:
nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve
loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola,
Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre
capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti
che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì
con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio,
l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non
videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal
monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto,
se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi
tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere
dai morti.


RIFLESSIONE


4 marzo 2012

IL VOLTO TRASFIGURATO
2a domenica di Quaresima A



Noi siamo davanti oggi non ad una pagina da leggere
ma ad un album di fotografie da sfogliare.
Siamo davanti alla bellezza di alcuni volti.
Vogliamo guardare all’intensità di questi volti,
vogliamo cercare di incrociare la profondità dei loro sguardi.

E apparve Gesù tra Mosè ed Elia.
Mosè è colui che ha annunciato la terra promessa.
Elia è colui che ha annunciato l’arrivo del Messia.
Mosè offre il dono di Dio, Elia offre la promessa di Dio.
Mosè ha dato la legge, Elia ha aperto la profezia.
Mosè è la memoria del passato, Elia è la speranza del futuro.

La nostra vita si pone sempre tra questi due volti:
tra il “già” (di Mosè) e il “non ancora” (di Elia),
e il Vangelo ci dice che Gesù sta nel mezzo.

Il Signore si mostra sempre così, tra Mosè e Elia:
conosce il nostro passato per aprirci un nuovo futuro.

Papa Giovanni diceva: “Il cristiano deve sempre avere
la Bibbia in una mano e il giornale nell’altra”.

Gesù si mette tra il “già” che è la sua Parola: la Bibbia
e il “non ancora” che è la nostra vita: il giornale.

Cosa vuol dire vivere con in mano la Bibbia e il giornale?
Significa coltivare tre qualità con cui colorare le giornate:
la speranza, la generosità, la tenacia,
come ci suggeriscono altri tre volti di questa scena:
Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni.
Pietro è il traditore che si vede perdonato.
Ci insegna la speranza, la capacità di sorridere alla vita
perché oltre ogni lacrima amara, oltre ogni fallimento,
anche oltre la notte più buia c’è sempre una nuova alba.

Giacomo, è il primo degli apostoli a morire per Gesù,
proprio lui che aveva chiesto a Gesù di stare alla sua destra,
cioè di dargli il posto più importante “sopra” gli altri.
Ci insegna la generosità: dall’orgoglio di essere “sopra”
alla felicità di essere importanti “per” gli altri,
donando non quello che si ha, ma quello che si è.

Giovanni, è l’unico discepolo che arriva sotto la croce.
Ci insegna la tenacia, il coraggio della fiducia,
anche quando non capisci o non vedi via d’uscita.
Non si è arreso, non è scappato, è andato avanti a testa alta.

C’è ancora un volto da guardare: il volto luminoso di Gesù
che sussurra teneramente ai suoi: Alzatevi, non temete!
Torniamo a valle… Bisogna tornare alla vita di sempre…
Gesù non annulla i nostri dubbi e le nostre debolezze:
ogni giorno siamo immersi nella “nube” della nostra fragilità,
e talvolta anche nell’oscurità dei nostri ripensamenti.

Potremmo rileggere alla luce di Cristo quanto laicamente
ma simpaticamente diceva Bob Marley:
“Non avere paura del domani,
in fondo oggi era il giorno che ti faceva paura ieri”.

Che il Signore ci insegni a pregare con la Bibbia e il giornale,
a portare il suo volto luminoso nella nostra buia normalità,
impastando con serenità l’amore che lui ci dona gratis
con la concretezza della fragilità della nostra vita di sempre.

Ogni volta che cercheremo di vivere così
trasfigureremo noi stessi e trasfigureremo il mondo.

Don Giulio, domenica 26 febbraio 2012


Buona domenica
e buon inizio Quaresima

don Giulio

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LETTURE DI RIFERIMENTO

Dal libro della Gènesi
Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: «Quanto a me, ecco io
stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di
voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e
animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca,
con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con
voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né
il diluvio devasterà più la terra». Dio disse: «Questo è il segno
dell’alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è
con voi, per tutte le generazioni future. Pongo il mio arco sulle
nubi, perché sia il segno dell’alleanza tra me e la terra. Quando
ammasserò le nubi sulla terra e apparirà l’arco sulle nubi, ricorderò
la mia alleanza che è tra me e voi e ogni essere che vive in ogni
carne, e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere
ogni carne».

Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto
rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie
selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato,
Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il
tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete
nel Vangelo».



RIFLESSIONE

26 febbraio 2012

TI DEVO PARLARE
1a domenica di Quaresima B

“Ti devo parlare”. Questa espressione sulla bocca di un capo,
di un preside, di un prete, genera una tempesta di interrogativi:
“Cosa vorrà dirmi? Su quale polemica mi vorrà portare?”.

“Ti devo parlare!”. Quando ci dice così nostro padre o madre,
un amico a cui teniamo molto, o ancor più chi amiamo
è ancora peggio e frullano in noi esami di coscienza lampo:
“Dove ho sbagliato? Quale rimprovero deve farmi?”.
Così a volte per giorni ti tormenti passando al setaccio
tutto quello che hai detto, fatto, chiedendoti:
“Chissà cosa gli hanno raccontato, chissà cosa mi aspetta?!”.

Invece mi è capitato (spero anche a voi) che al dunque
quando mi ero preparato al peggio mettendomi sulle difensive,
quello che mi aspettavo come rimprovero
mi è stato meravigliosamente consegnato come un dono:
“Volevo stare solo con te, per darti questo regalo”.

Dio oggi ci dice: “Ti devo parlare!”. Come lo interpretiamo?

Per vedere cosa vuole, noi andiamo da lui, a Messa.
Il nostro “andare a Messa” racchiude tutta la nostra vita:
la Messa comincia a casa nostra, quando diciamo “vado”,
continua sulle strade che ogni giorno facciamo per altro,
e poi la Messa finisce a casa nostra,
quando torniamo a vivere la solita vita di sempre.
Arrivando da strade diverse, con aspettative e umori diversi,
ci troviamo “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito”:
è il contatto che ci unisce e lo start che fa ripartire alla fine.

Il segno della croce è un profondo gesto di fede.
Occorre restituirgli tutta questa sua profondità e importanza.
Facciamo in modo che questa croce ci copra in lungo e in largo,
ci rivesta completamente, vesta ogni angolo del nostro corpo.

Che tristezza quando è ridotto tra la punta del naso e il mento,
quando ci crea più imbarazzo di tante stupidate che diciamo,
quando sgorga spontaneo solo davanti alla paletta della polizia.

Fare il segno della croce è ritrovare le mie coordinate
(nord sud ovest est) e la mia dimensione (base per altezza),
è cercare ciò che dà unità alle dinamiche del mio vivere:
testa, pancia (problemi), cuore, spalle (pesi da portare).
È un gesto che raccoglie e avvolge (sopra, sotto, destra, sinistra).

Interessante che nel Vangelo il tentatore è chiamato “Satana”:
in ebraico letteralmente significa “divisore, disgregatore”
(in greco il verbo è “dia-ballo” da cui deriva “diavolo”).

Recuperare il nucleo è il senso del gesto che la tradizione
ci insegna a fare ogni volta che si entra in una Chiesa:
intingere la mano nell’acqua santa per farsi il segno della croce.
Non è la lavatrice per lo sporco dei peccati, ma è molto di più
e, positivamente, il ricordo del nostro Battesimo.

Entriamo nella casa di Dio come figli nella casa del padre,
non entriamo da sudditi allo sgabello del sovrano,
non entriamo da imputati nel tribunale di un arcigno giudice,
non entriamo da turisti in un museo.

Sarebbe unito a quel raggomitolarsi che è la genuflessione:
quando Dio crea l’uomo impasta la terra (torno da dove vengo)
con l’acqua che viene da sé (la saliva): allora quella goccia
d’acqua sulle mie mani mi risolleva e mi riplasma.

Il segno della croce è il gesto del rimodellare ciò che sono
a immagine e somiglianza di un Dio che è amore e vita nuova,
al di là delle mille deformazioni che ogni giorno prendo
o delle diverse ammaccature dovute agli scontri quotidiani.
Proprio perché sono fragile, come creta, posso essere nuovo.
Se fossi duro e perfetto come marmo posso solo spezzarmi.

Mi piace l’idea che uscendo di chiesa non serva più intingere
la mano nell’acqua benedetta: l’ho incontrato, mi ha rialzato,
mi ha parlato, ma molto di più l’ho dentro di me,
addirittura l’ho “mangiato”.

All’entrata, con il gesto dell’acqua,
si rinnova simbolicamente la scelta di essere “credenti”,
all’uscita il gesto simbolico è l’aprire la porta sulla strada:
la vita quotidiana ci chiede di essere “credibili”.

Colui che ho incontrato poi devo viverlo. Non posso dirgli
per mezzora “stai con me, vieni da me, sei importante per me”
e poi sulla porta dirgli “ci vediamo un’altra volta”.
Non c’è bisogno di salutarlo, perché lui sta uscendo con me,
mi accompagna, fa la strada con me.
È dentro me e per riuscirci si è persino fatto mangiare.

Significativo nella prima lettura: il segno di Dio è l’arcobaleno.
Uno strumento di guerra che annuncia la pace dopo il diluvio
e che ci fa alzare uno sguardo sorridente nel vedere colorato
quel cielo che spesso ci offre solo nuvole grigie.

Ogni segno di croce è un arcobaleno che coloriamo sul cielo
delle nostre relazioni e aspettative. Disegniamolo bene!

In questo senso la Quaresima è un tempo “favorevole”.
Non chiede un “di meno”, ma un “di più”.
Non chiede una “dieta” ma una nuova energia di vita.

Dio ci dice: “Ti devo parlare, per stare solo con te,
per darti questo regalo che è la passione per la vita,
che è il potere di disegnare arcobaleni”.